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X FACTOR NELLA BUFERA
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Comunicato Codacons
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X FACTOR FINISCE IN PROCURA
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IL CODACONS CHIEDE INDAGINE PROCURA E AUTORITA’ GARANTE PER LE TELECOMUNICAZIONI PER VIOLAZIONE DEI TERMINI DELLA GARA
FUORI CONTROLLO IL SISTEMA DEI TALENT. CHI CONTROLLA LA CORRETTEZZA DELL’ITER DI CONCORSO
Lasciano increduli le indiscrezioni su quanto è accaduto al complesso dei Jarvis durante la gara canora di X-Factor.
Il Codacons ha chiesto indagine alla Procura e verifica all'Autorità per le telecomunicazioni dei comportamenti che potrebbero essere a danno dei giovani e degli utenti radiotelevisivi per coloro che pagano l'abbonamento alla pay-tv per assistere al talent di Sky
Se i fatti così come espressi nell'articolo citato sono veri, al pubblico è stata data una rappresentazione falsata della gara con diritto degli abbonati ad essere risarciti.
Ufficio Stampa

martedì, 8 novembre 2016
SCUOLA: CODACONS SCRIVE A JUNCKER. “SU SICUREZZA EDIFICI SCOLASTICI MATTEO RENZI MENTE”
GIA’ DAL 2011 LO STATO, SU ORDINE DEL TAR E DEL CDS, AVREBBE DOVUTO ATTUARE IL PIANO GENERALE DI EDILIZIA SCOLASTICA PER LA MESSA IN SICUREZZA DEGLI ISTITUTI
ASSOCIAZIONE CHIEDE A COMMISSARIO UE DI RIGETTARE RICHIESTE DI RENZI SU SOLDI PER SCUOLE FUORI DA PATTO DI STABILITA’
Sulla questione della sicurezza delle scuole italiane e la polemica con l’Europa, Matteo Renzi mente. Lo afferma il Codacons, che invierà oggi una lettera al presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, evidenziando tutte le omissioni dello Stato Italiano sul fronte dell’edilizia scolastica e chiedendo di rigettare le richieste del Premier sul patto di stabilità.
Già nel 2011 il Governo, su ordine prima del Tar Lazio, poi del Consiglio di Stato, avrebbe dovuto attuare il “Piano generale di edilizia scolastica” per mettere in sicurezza tutte le scuole italiane – spiega l’associazione – Ciò per effetto di una class action contro la P.A. avviata e vinta dal Codacons, attraverso la quale i giudici hanno ordinato al Ministero dell’istruzione di emanare il suddetto Piano previsto dall’art. 3 del D.p.r. 20 marzo 2009, n. 81”.
Con la sentenza n° 552 del 2011, confermata dal CdS, il Tar Lazio bacchettava duramente lo Stato, affermando: “il piano generale di riqualificazione dell'edilizia scolastica non è stato ancora adottato… la norma impone che le istituzioni scolastiche alle quali concedere la deroga, siano già individuate in un apposito piano generale di riqualificazione dell'edilizia scolastica, indi lo stesso avrebbe comunque dovuto essere adottato prima dell'anno scolastico 2009/2010... è evidente che l'inerzia si sia già protratta ampiamente oltre il limiti di legge'', e ordinava “al Ministero dell'istruzione ed al Ministero dell'Economia l'emanazione, di concerto, del predetto piano generale, entro 120 giorni dalla notificazione della presente sentenza''.
“A distanza di 5 anni, di questo Piano per la messa in sicurezza delle scuole non si hanno notizie – afferma il presidente Carlo Rienzi – Per questo le affermazioni del Premier Renzi sui soldi per le scuole che devono restare fuori dal Patto di stabilità, appaiono ingannevoli, dal momento che il Governo ha avuto più di 5 anni di tempo per adottare le misure previste dalla legge e rendere sicure tutte le scuole. In tal senso invieremo oggi stesso una lettera a Juncker spiegando tutti i ritardi e le omissioni dello Stato Italiano sul fronte dell’edilizia scolastica, chiedendo alla Commissione Ue di rigettare le richieste del Governo sui fondi per la scuola fuori dal patto di stabilità, considerato che i soldi sono stati già stanziati nei bilanci dello Stato dal 2011 al 2013”.